IL GIULIANOVA: UNA BARCA ALLA DERIVA
Ormai i commenti non servono più. Il Giulianova è quello che è: una squadra che il presidente ha voluto ridurre ai minimi termini prima di andarsene, senza purtroppo preoccuparsi tanto delle conseguenze del suo improvviso abbandono. A rimediare, forse a ricominciare, sarebbero altri: un’uscita di scena senza applausi, tranne quelli del Sindaco.
Analizzati i fatti degli ultimi due anni avevamo già visto, non per nostra bravura ma per inequivocabile evidenza, che le intenzioni del presidente erano chiare. Certamente gli sportivi potevano assumere qualche iniziativa, intendendo per tali, richieste di colloquio ed altro ancora ma sempre con spirito di collaborazione e di civiltà. Molto potevano fare gli organi di informazione, molti dei quali invece hanno deliberatamente taciuto sulla situazione che andava delineandosi. Ben altro poteva fare il Sindaco, facendosi venire idee un pò più avanzate e prestigiose dei vergognosi contributi offerti persino sulla pelle dei bambini che nei parchi non hanno più le altalene e sulla pelle, come più volte ricordato, dei ragazzi disabili. Quartiglia certamente ha sbagliato nel metodo, ma il Comune non avrebbe dovuto darsi quell’atteggiamento di sudditanza privo di osservazioni e di suggerimenti. Aveva il diritto di intervenire. Ha preferito tacere. Sparita la televisione, che era dello stesso presidente, il primo cittadino poteva almeno adoperarsi per ottenere, in base alla legge sull’emittenza radiotelevisiva, un ripetitore da mettere a disposizione delle tv disposte a servire il bacino di Giulianova. Invece, la sola cosa della quale il Comune si è preoccupato è stata la concessione di contributi ad una società che smantellava la squadra anziché rinforzarla; e di assegnare diplomi di riconoscenza per una salvezza ai play out ottenuta grazie all’inclusione tra gli ultimi della classe.
Già nel 2004, quando i propositi di Quartiglia erano ormai più che evidenti, il nostro giornale aveva suggerito un azionariato tra gli sportivi che portasse all’interno della Società una loro adeguata rappresentanza; ma nessuno, per dirla alla paesana, ritenne di dover almeno “scutulare” un orecchio. Oggi, mentre il Titanic cala in mare le ultime scialuppe, il Comune finalmente si sveglia e, sperando che ce ne sia ancora il tempo, lancia l’iniziativa; ma commette un altro errore, di non chiarire subito il doppio ruolo di Berardo D’Antonio; il quale viene a trovarsi con un piede in Comune ed un altro nel Giulianova Calcio. Può darsi che il problema lo affronti lo stesso D’Antonio, e che trovi la giusta soluzione; però il Sindaco non dovrebbe starsene a guardare.