E’ IL GIORNO DEL SILENZIO
Il calcio oggi lascia il posto al silenzio, alla riflessione, al dolore collettivo. Non si gioca, non si urla, non si inveisce contro un avversario. La banalità e la stupidità lasciano il posto ai sentimenti umani, quelli che, soli, conferiscono all’uomo la sua dimensione vera e universale. Una dimensione della quale non siamo degni se neppure una tragedia ci aiuta a farci capire.
Noi dobbiamo capire; dobbiamo cercare di farlo anche quando il mistero di una morte inattesa non ci porta al di là di tanti perché che ci dilaniano l’anima non trovando essi una risposta. Resta la solitudine; quella che non vediamo perché chiusa nel cuore della singola persona, quella che colpevolmente non vogliamo vedere ma che potremmo individuare se solo guardassimo il quotidiano con maggiore sentimento e con minore, moderno opportunismo.
Il sacrificio che Gaetano Quartiglia si è dato porta con sé la forza di uno sguardo introspettivo che tutti siamo tenuti a darci; per fare di quel sacrificio un atto di generosità verso di noi affinché abbandoniamo la misura eccessiva di quei falsi valori ai quali, troppo spesso, affidiamo la nostra esperienza quotidiana. Se vi riusciremo, la vita recisa di un giovane rinascerà in tanti uomini e donne; e la Sua rinuncia all’esistere sarà servita a far rifiorire tante altre vite.