Sto bene, sto assorbendo quello che è successo. Sono dispiaciuto e deluso. Finchè si tratta di una civile contestazione allo stadio, se pur con toni accesi, è un conto, ma così si va oltre i limiti. Non tanto per me, perchè ho le spalle grosse, ma per la mia famiglia. Credo che a nessuno piaccia che certi atti vengano fatti di fronte alla propria abitazione. Io ho sempre detto, più volte, che da solo non riesco a sostenere il Giulianova Calcio, se non con l'attuale politica sui giovani. Non ho guadagni con questa società - ha assicurato il presidente -, di certo sono il primo ad essere dispiaciuto per l'ultimo posto. L'ho detto a chiare note, recentemente anche tramite un comunicato stampa. Ma qui nessuno si fa avanti, nessuno mi ha mai chiamato, neanche per entrare come socio. Come fanno a dirlo? Per conoscere le mie richieste qualcuno avrebbe dovuto parlare con me, ma, ripeto, nessuno mi ha mai chiamato. La società ha un debito, tutti lo sanno. Chi è disposto ad accollarselo ben venga. In caso contrario non posso far fallire il Giulianova Calcio". Inevitabile la domanda su Cerone: "Ha la fiducia della società e della squadra. Speriamo tutti di risalire la china. Sono stati commessi errori da parte di tutti, ma la sfortuna ha fatto la sua buona parte finora...